Archer

Non parlo di una serie nuovissima. Difatti siamo già alla seconda stagione, ma era il caso di parlarne vista la poca diffusione che sta avendo in Italia, e che invece ci starebbe tutta.

James Bond e, a seguire, tutti gli spy movies che in cicli e ricicli hanno calcato gli schermi ci hanno abituato a vedere figure di spie super fighe e super attrezzate che da sole sbaragliano complotti internazionali.
“Archer” riprende e fa un po il verso a questi personaggi. La sua educazione e la condizione agiata lo dipingerebbero come una sorta di James Bond, ma estremizzato. Tanto che il classico fascino da spia si trasforma in atteggiamenti da donnaiolo menefreghista. La figaggine diventa figaggine consapevole, che lo rende pieno di se ed esagerato. Le super attrezzature vengono messe in dubbio dai frequenti dissesti finanziari dell’agenzia per la quale lavora (l’ISIS).

Archer, si basa quindi sulle vicende del suo protagonista, Sterling Archer, il quale non è altro che un egoista, sociopatico, pezzo di merda (non trovavo aggettivo migliore :)).

Il tutto è costruito in maniera davvero divertente. Si era già provato a giocare con gli stereotipi delle spie, ma questo credo sia lo stato dell’arte.

Anche l’ambiente di lavoro è piuttosto ben riuscito. Questo perchè nonostante le missioni super segrete, la sede viene spesso dipinta come un comune, banale, posto di lavoro con segretarie frustrate e gossip da ufficio. Il che genera spesso contrasti tra situazioni che fanno scappare la risata.

Non sono a conoscenza di una programmazione italiana, ma anche esistesse consiglierei ugualmente la visione in lingua originale con sottotitoli (ai quali provvedono gli amici di itasa) per evitare tagli, censure, e strafalcioni vari.

Inutile dire che la serie è vietata ai minori, cosa che ovviamente ai miei occhi rende le serie sempre più appetibili 🙂

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